Il rischio è un fattore da tenere decisamente in considerazione

Si sente continuamente parlare di quanto sia importante usare il giusto capitale. I benchmark qui sono il 2% del capitale totale. Si può deviare da essa? In questo articolo vogliamo chiarire le domande e gli aspetti più importanti dell’argomento da un punto di vista pratico, oltre ad aggiungerne alcuni di nuovi.

In aggiunta allo sviluppo di strategie di trading redditizie e di un buon tempismo, il trading si concentra sull’evitare, o meglio sul limitare le perdite.

I trade perdenti sono una conseguenza regolare e naturale. L’obiettivo pragmatico del trader non può perciò essere quello di non subire alcuna perdita, ma di mantenerle quanto più rare e piccole possibile. Nel nostro corso TSP ne parliamo approfonditamente. Non è un problema avere 8 trade perdenti su 10 se con quei 2 profittevoli guadagni abbastanza da giustificare la strategia.

In questa frase ci sono 2 cose che già sono anni luce avanti rispetto a quello che pensa l’80% dei trader. Forse è per questo che l’80% perde costantemente.

Il problema di fondo è perciò non quello delle perdite in sè, ma del loro numero e naturalmente del loro importo, specialmente quando si considerano le conseguenze di una serie di perdite. Quanto si può puntare e rischiare per ogni trade dipende da quanto spesso si presuppone o si sostiene una perdita. L’importo della perdita inoltre è di primaria importanza, quindi considereremo per primo questo punto.

Importante disclaimer, potete fare mille ragionamenti come questo prima di andare live, ma alla fine sarà live che capirete la vostra propensione al rischio e quanto effettivamente potete sopportare come perdita.

Ma bando alle ciance, e iniziamo a far lavorare un po’ i numeri.

Tipico trader live che non vuole vedere per la paura.

Come regola, si presuppone un rischio fisso del 2% del deposito, il che significa che la perdita non dovrebbe eccedere il 2% del capitale totale attuale. Si può scoprire quant’è moltiplicando il portafoglio per 0,02. Ad esempio, con € 20.000, sarà 20.000 × 0,02 = € 400. Il rischio del conto deposito è l’importo che si perde nell’eventualità di un trade fallito.

Naturalmente, questo valore non deve essere confuso con la dimensione della posizione, ossia il capitale totale investito in un trade. Alcuni trader trovano che il 2% sia troppo poco, quindi assumono un rischio a portafoglio maggiore in corso d’opera. Perché non bisognerebbe farlo? La risposta è ovvia: in caso di diverse perdite consecutive, la perdita totale aumenta molto rapidamente.

Valore finale = valore iniziale x (100% – perdita in percentuale) perdite consecutive

Un esempio basato su 10 perdite di fila:

Valore finale = € 20.000 per (1 – 0,02) 10 = € 16.341,46.

I dieci trade in perdita di seguito quindi danno come risultato un esborso di circa il 18,3% con un rischio del conto deposito del 2%, e del 26,3% con un rischio del conto deposito del 3% e di circa 1/3 del capitale di trading in caso del 4%.

L’abbiamo detto più volte ma non fa male ripeterlo. Perdere il 50% del conto significa che dobbiamo fare il 100% di profitto per tornare in pari. Se poi consideriamo che il trading non è un gioco a somma zero visto che ci sono le commissioni… sembra evidente che bisogna stare attenti.

Non so voi ma quando sentivo questi discorsi all’inizio mi veniva da chiedermi se il trading fosse davvero la strada giusta per me.

Troppo rischio, troppo complesso e troppo facile perdere tutto. Ma in realtà è la stessa cosa che mi sono chiesto ogni volta che ho iniziato un grande progetto. Si ci sente come alla base di una montagna impossibile da scalare.

Eppure ci sono riusciti in tanti quindi perché non dovrebbe essere possibile?

Passo dopo passo, la cima arriva e la vista da lì sarà bellissima!

Stiamo promettendo che tutti possono diventare trader professionisti? Forse no. Ma sicuramente tutti possono provare ad arrotondare lo stipendio o a ottenere un secondo stipendio col trading.

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