Cosa faresti se avessi davanti a te una cassaforte piena di milioni, ma non conoscessi la combinazione?

Probabilmente ti armeresti di fiamma ossidrica o ti rivolgeresti al tuo fabbro/scassinatore di fiducia.

Solo per scoprire che la cassaforte in questione è indistruttibile e non c’è alcun modo di aprirla, né ora né mai.

La disperazione e il senso di impotenza che probabilmente proveresti devono essere molto simili a quelli di Stefan Thomas.

Programmatore tedesco di base a Los Angeles, è recentemente diventato multimilionario grazie a ben 7002 Bitcoin: un valore di circa 200 milioni di euro nel momento in cui scrivo (le forti oscillazioni che caratterizzano questa valuta virtuale, soprattutto in questi giorni, rendono impossibile stabilire una cifra esatta e stabile).

Complimenti, Stefan! Peccato che di tutti quei milioni non possa spendere neanche un centesimo

Perché ha dimenticato la password per accedervi!

Aveva guadagnato quelle monete virtuali in Germania nel 2011 realizzando un video animato per conto di un “early adopter” della criptovaluta più famosa al mondo.

In cambio del lavoro, Thomas aveva ricevuto una IronKey, ovvero una chiavetta USB criptata realizzata appositamente per conservare criptovalute, che conteneva appunto 7002 BitCoin.

Non aveva dato particolare valore alla cosa e poco dopo aveva perso il foglio di carta su cui aveva appuntato la password per accedere al suo portafoglio virtuale.

Questo è un caso emblematico e particolarmente assurdo, ma non è assolutamente isolato.

Si stima che circa il 20% dei Bitcoin sinora “minati” sia andato perso. Una fortuna attualmente stimabile in circa 18 miliardi di dollari, bruciata nel nulla.

Diversi servizi specializzati sono nati proprio per tentare di decriptare chiavi private andate perdute e con l’ultimo rally hanno avuto un boom di richieste. Ma molto spesso non riescono nel loro intento.

Per non parlare poi delle chiavi che sono state letteralmente rubate: famosissimo il caso dell’exchange giapponese Mt. Gox. Si trattava del più grande al mondo tra il 2013 e il 2014, finché non perse 850.000 Bitcoin dei propri clienti, dichiarandoli inaccessibili o rubati.

Per non farci mancare niente, recentemente abbiamo assistito anche a tentativi di phishing (andati decisamente a buon fine) con account Twitter di personaggi famosi (Bill Gates, Elon Musk, Obama…) che sono stati hackerati e sui quali sono stati postati inviti truffaldini a versare Bitcoin per riceverne in cambio il doppio.

Insomma, la natura affascinante e tecnologica dei Bitcoin e delle altre criptovalute porta con sé una serie di problemi intrinseci legati alla mancanza assoluta di regolamentazione e controllo, ovvero proprio i punti di forza della sua diffusione.

Dal punto di vista BuzWay il Bitcoin e le altre criptovalute non sono veicoli adatti per il trading e gli investimenti.

Ovviamente è possibile guadagnare tanti soldi e triplicare i capitali nel giro di un mese, ma è altrettanto facile perdere tutto in poche ore.

Si tratta di un mercato estremamente manipolato dalle mani forti, le cosiddette “whales”, che fanno il bello e il cattivo tempo ai danni dei piccolissimi attori.

La nostra filosofia è completamente diversa e si basa in primis su un’attenta protezione del capitale, attraverso le strategie e le tecniche che insegnamo nei nostri corsi.

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