In questo articolo vorrei trattare un tema spesso sottovalutato del trading e degli investimenti che però, a mio parere, influenza direttamente le performance sui mercati in negativo.

Partiamo dal presupposto che il 95% dei trader, aspiranti o professionisti, sono dentro fino al collo nel Ciclo perenne del trader perdente.

Inutile che tentiate di negare. Non c’è reale problema in questo. Basta averne la consapevolezza.

La consapevolezza può portare all’unico step successivo che serve per vivere il trading in modo corretto: la gestione della corretta aspettativa.

L’aspettativa va riconosciuta e gestita e si basa sui dati che abbiamo a disposizione.

Il grande equivoco di partenza di ognuno si trovi dentro il Ciclo perenne del trader perdente e che quindi ha un’aspettativa sbagliata è il seguente: posso battere il mercato ogni giorno, anzi devo farlo.

Ma partiamo dall’inizio. Analizziamo le performance più significative del settore trading e investing in generale.

Possiamo prendere i dati dei principali trader e fondi. Aziende e persone con esperienza pluridecennale, multimiliardaria che ha alle dipendenze spesso centinaia di professionisti ultra pagati.

Quindi il più grande trader di tutti i tempi è un matematico che ha contribuito in modo decisivo nel campo della geometria e che ha collaborato con i più grandi matematici del XX secolo. E’ riconosciuto per l’utilizzo intensivo di algoritmi e per aver assoldato i migliori fisici, chimici, matematici, informatici, astronomi e ingegneri sulla piazza.

E’ primo in classifica con il 39% all’anno medio netto (66% lordo).

In seguito abbiamo gentaglia come Soros, Buffett e Dalio, con rispettivamente il 32%, il 21% e il 12% medio annuo (al 2018).

Di seguito il rendimento annuo di Jim Simons.

Di seguito il rendimento annuo di Warren Buffett, giudicato il migliore investitore di tutti tempi. Miliardario.

Di seguito il rendimento annuo dell’S&P500 che si attesta al 7,61% medio annuo dal 1927 al 2020.

Riassumendo: il non-plus-ultra degli investimenti mondiali hanno una media di rendimento annuo che va dal 20 al 30%.

Non ho detto il 500% all’anno, né il 100%. Un modesto e triste 20-30% medio annuo.

Questi sono gli standard con cui dobbiamo confrontarci.

Ora serve una precisazione: esistono le eccezioni?

Sì, sicuramente. Sicuramente nel mondo c’è qualcuno che per anni (forse decenni) ha tenuto un rendimento medio del 40-45, forse 50%. E’ qualcuno che non si è reso famoso, qualcuno che è diventato ricco col trading nel totale anonimato.

E’ sicuro che qualcuno esista, non ho dubbi.

Sarò sincero: conosco personalmente un caso di trader che batte costantemente il mercato da anni.

Ma vorrei porre una domanda: se il mio desiderio fosse aprire un’azienda, dovrei fare le stesse cose che hanno fatto Steve Jobs o Jeff Bezos? Al mondo esistono milioni di aziende e un centinaio famose e riconoscibili da tutte. Non ha alcun senso provare a diventare Jeff Bezos replicando le sue mosse, non ha aderenza con la realtà.

Se mi piace giocare a basket, posso ambire a diventare Michael Jordan? Quanti mancati Michael Jordan ci sono?

Ho bisogno di valutare il mio contesto, le mie abilità, il valore della mia idea, il contributo del caso, ecc.

Ricordatevi che esiste un bias che purtroppo viene preso poco in considerazione: il survivorship bias. Questa fallacia logica ci fa guardare solo chi ce l’ha fatta e non il 99% di chi o non ce l’ha fatta o comunque non è arrivato a un livello di notorietà e di ricchezza importanti.

Quindi è forse importante arrendersi? Non provarci neanche?

Non ho detto questo anzi. C’è una grande differenza tra il non provarci neanche e il valutare correttamente le proprie possibilità.

Inoltre non bisogna scordarsi due elementi assolutamente cruciali nella riuscita del proprio progetto:

  • l’interesse composto;
  • l’aspettativa calibrata.

Interesse composto

L’interesse composto è quella formuletta “magica” che fa accrescere i guadagni in modo esponenziale.

Ipotizziamo che Vercingetorige nel primo di anno di gestione dei propri risparmi faccia un profitto del 10% sul suo capitale investito di 10.000€. Avrà in tasca 11.000€.

Se l’anno successivo produce un altro buon 10% (complimenti Vercingetorige!), si ritroverà con 12.100€ perché il 10% è stato fatto su 11.000€ e non più sui 10.000€ iniziali.

Questa “inezia” che sembra di poco conto genera guadagni incalcolabili.

Questo è il risultato di un investimento minimo di 10.000€ che frutta il 10% l’anno. Non il 100%, il 10%. In 34 genera la bellezza di 125.000€, al netto dell’inflazione.

Altro caso studio: capitale di partenza 50.000€ con un rendimento del 15% per 20 anni.

50.000€ diventano 643.000€. In 20 anni, mica 40.

Ora, immagino abbiate già sentito parlare dell’interesse composto. Bene.

Perché nelle vostre azioni quotidiane siete costantemente nel Ciclo perenne del trader perdente?
Perché continuate a essere delusi dai rendimenti?
Perché continuate a cambiare strategia?
Perché un drawdown vi manda in depressione?

Per l’errata considerazione delle aspettative.

Attenzione: non è nulla di teorico.

Aspettativa calibrata

L’errata considerazione delle aspettative ha effetti concreti devastanti sui vostri conti.

E’ l’errata considerazione delle corrette aspettative che vi tiene dentro il Ciclo perenne del trader perdente e che non vi fa mai raggiungere alcun risultato.

L’errata considerazione delle corrette aspettative comporta le seguenti conseguenze.

Rischio alto.

Quando perdete, alzate il rischio; quando cambiate strategia, alzate il rischio; nella frustrazione, alzate il rischio.

Comportamenti irrazionali.

Cercare spiegazioni ex-post, dare colpa al mercato di movimenti imprevedibili, accanirsi su una posizione perdente, agitazione, stress, nervosismo. Non sono comportamenti razionali.

E solo la razionalità porta profitto.

Perdite di tempo in tecniche esotiche (e non).

Io sono convinto che la ricerca e lo studio non debbano finire mai. Approfondire strategie, trovarne di nuove e confrontarsi, siano mosse necessarie per essere vincenti nel lungo periodo.

C’è, però, una bella differenza tra lo studio e la ricerca ossessionata di strategie che ci soddisfino il nostro bisogno istintivo di un piacere (profitto) immediato. Ho visto gente che compra bamboo, puzzle, macchine d’epoca, figurine di Magic, tutto per provare una scappatoia al trading “più vincente”.

Oppure dentro lo stesso contesto di trading, strategie esotiche e strane che promettono guadagni superiori alla media; il vostro bias di conferma continuerà ad accecarvi e a farvi credere che sia la strada giusta finché non comprenderete le giuste aspettative.

Sconforto nei periodi di crisi che spesso influenzano la nostra operatività.

Ansia, depressione, scoramento, sono stati d’animo che hanno conseguenze concrete sul nostro portafoglio. Ci fanno commettere errori, sbagliare valutazioni e confondono le acque, già di per sé agitate, dei mercati finanziari.

Questi comportamenti dipendono da una mancata fiducia verso il proprio operato, causata a sua volta da un’aspettativa errata.

Realizzare che le aspettative devono essere ragionevolmente ridimensionate, comporta:

  • gestione del rischio certosina,
  • trading e operatività noiose,
  • periodi di drawdown affrontati con serenità,
  • migliore gestione del tempo per selezione preventiva degli studi da effettuare,
  • studio orizzontale e non più verticale.

Ora ci arriviamo.

Rischio sotto controllo.

Il rischio è sempre sotto controllo e non succederà mai di sovra stimarlo. Non vi capiterà mai di sovra esporvi per qualsiasi idea irrazionale e immotivata in un momento di sbandamento.

Trading noioso = trading profittevole

Il trading che fa diventare ricchi è noioso. Mi spiace dare questa brutta notizia ma è così. Il profitto non si ottiene MAI nel breve periodo. Credo di aver spiegato a fondo che i guadagni importanti si raggiungono nei decenni, non nei mesi. E in mezzo? E negli infiniti giorni passati a guardare i grafici? Trovatevi un hobby ma dovete sapere e immagazzinare l’idea che la noia è positiva.

Considerazione del drawdown

Succederà sempre e a chiunque. I drawdown arrivano indipendentemente dalla strategia che seguite, indipendentemente dal vostro QI o fortuna. Se avete la giusta aspettativa, lo vivete con serenità, sguardo di lungo periodo.
Ma soprattutto non mina le vostre certezze, certezze che se vengono a mancare fanno scattare di nuovo il Ciclo perenne del trader perdente.

Migliore gestione del tempo per selezione preventiva degli studi da effettuare

Il tempo è una risorsa impagabile. Nel tempo e con lo scorrere dei mesi, capirete se ha senso investire tempo nel ricavare una strategia dalla crescita del bamboo o no.
Il confine tra ricerca “a fondo perduto” e ricerca vana per aspettative sbagliate è sottile e labile quindi vi capiterà di sbagliare, non c’è problema in questo. Ma il tempo che risparmierete in ricerche palesemente infruttuose e conseguenti a sbagliate aspettative potete metterlo in saccoccia per molte cose positive.

Studio orizzontale e non più verticale

In sintesi, quest’ulteriore mia strampalata teoria prevede il riconoscimento di due tipi di studio/approfondimento del trading. Lo studio verticale viene applicato all’inizio e ogni qualvolta si approcci una nuova strategia: è intenso e va in profondità, in verticale appunto.

Lo studio orizzontale sopraggiunge quando la strategia è ben conosciuta e padroneggiata. Lo studio orizzontale si sposta su scenari più ampi, sulla strategia globale di portafoglio, sulla gestione dell’aspettativa e sull’approfondimento dei temi finanziari in generale.

E’ necessario ripetere due avvisi importanti per evitare fraintendimenti: 1) uno studio non esclude l’altro, anzi spesso vanno insieme; 2) non vuol dire che sia utile smettere di studiare, anzi.

Lo studio va sempre approfondito ed è consigliato provare sempre a trovare nuovi modi battere il mercato. Il concetto cruciale però è l’equilibrio. Se si ha l’aspettativa corretta, non ci si butterà a capofitto nella nuova strategia pensando sia la soluzione a ogni problema e l’autostrada per la ricchezza.

L’aspettativa corretta e lo studio orizzontale permettono di giudicare una nuova strategia per quello che è: un tassello dentro un puzzle più grande che è il nostro portafoglio totale.

Riassumendo

E’ necessario creare un’aspettativa corretta verso la nostra attività di trading al fine di perdere meno soldi e tempo in ricerche inutili. Questo non vuol dire che non bisogna studiare e applicarsi per trovare nuovi modi per battere il mercato.

Qualcuno gestirà la propria aspettativa dopo 3 mesi che inizia a fare trading, qualcuno dopo 50 anni; nonostante sia estremamente soggettivo, ritengo sia fondamentale lavorare per trovare la giusta aspettativa il prima possibile. Anche solo il lavoro in direzione corretta può generare incredibili effetti positivi.

L’aspettativa corretta garantisce però l’equilibrio giusto per sviluppare una visione di lungo periodo sana e per affrontare la dura quotidianità.

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