Secondo una ricerca pubblicata da Bespoke Investment Group, l’interesse per le opzioni call è esploso sul mercato, soprattutto tra i piccoli investitori.

Per chi non conoscesse bene le opzioni, ricordo che le CALL sono contratti derivati che permettono di acquistare entro una certa data futura una certa quantità di sottostante, nel caso di opzioni su azioni solitamente 100 azioni, a un prezzo predeterminato (strike price).
L’acquirente di una call non ha obbligo di acquistare, ma solo una possibilità, ed eserciterà il suo diritto entro la scadenza solo se sarà conveniente. Per essere vantaggioso l’acquisto, il prezzo del sottostante deve essere superiore a quello dello strike price dell’opzione.

Le call sono quindi viste come scommesse rialziste su un certo asset, e l’incredibile aumento dei volumi, al contrario delle put (scommessa ribassista), fa capire che il sentiment degli operatori sul mercato è rialzista.Una delle ragioni che potrebbe spiegare l’aumento di interesse per le opzioni call è da riferirsi al mondo delle app mobile di trading con commissioni gratis, dedicate al mondo retail.

Si sono infatti create nei forum online come Reddit (per esempio WallStreetBets) o Discord grosse comunità di persone che professano l’acquisto di call sui titoli e sull’etf SPY come unico modo per guadagnare sui mercati.
Tutto questo ricorda la fase finale della bolla delle Dot-Com degli anni 2000-2001, dove per esempio in Italia anche sulla Gazzetta dello Sport si parlava di borsa e pure la casalinga correva in banca a comprare azioni.

Tutto questo interesse di inesperti e mal consigliati, unito al grande aumento di volatilità, ha portato a questo grande aumento di volumi sul mercato delle opzioni, specialmente sul lato call.

La posizione rialzista dei retail nel mercato delle opzioni arriva quando gli operatori sono sempre più preoccupati per il rialzo del mercato, soprattutto dopo i nuovi massimi storici sia di Nasdaq che S&P500.

Bespoke scrive che è difficile prevedere quando potrebbe verificarsi un crollo del mercato, ma osserva che il numero di scommesse effettuate, anche utilizzando leva finanziaria per approfittare di ulteriori rialzi, potrebbero amplificare il ribasso, per le ricoperture, se dovesse sorgere un catalizzatore ribassista.

Numerosi analisti hanno espresso preoccupazione per il fatto che gli indicatori di mercato si stiano inclinando verso l’euforia dopo la salita apparentemente incessante.

In effetti, Sean Darby, responsabile strategie presso Jefferies, all’inizio di questa settimana ha affermato che alcuni “indicatori stanno iniziando a spostarsi verso una fase di ‘euforia’ e ha avvertito che la gestione del rischio di drawdown sta venendo alla ribalta”.

Infatti una misura della preoccupazione del mercato è data dall’indice di volatilità VIX, che durante questo grande rally di mercato è rimasto al di sopra della sua media storica di 19,40 per 131 giorni di negoziazione consecutivi, che è il periodo più lungo al di sopra della sua media storica, subito dopo i 335 giorni di negoziazione durante la crisi finanziaria del 2007-09.

Il VIX, che tipicamente sale durante le grandi vendite di borsa, tende a ridursi durante i rally rialzisti lunghi e graduali, è rimasto costantemente elevato, intorno a 24,37.

Gli analisti di DataTrek, in una nota di giovedì, hanno affermato che VIX alto e la salita del mercato azionario è insolito ma non senza precedenti, per esempio successe nel periodo tra il 1996 e il 2000, quando il VIX si è mantenuto ben al di sopra di 20 senza danni per il rally del mercato azionario.

Il VIX infatti rimase costantemente sopra i 20 nel 1997 (S&P 500 + 33%), 1998 (+ 28%) e 1999 (+ 21%). I periodi di stress nel 1997 (crisi asiatica) e nel 1998 (fallimento Long Term Capital) hanno persino portato il VIX a oltre 35 senza innescare crolli di mercato.

Tuttavia, Jesse Felder, autore del popolare blog finanziario Felder Report, osserva che recentemente l’indice di volatilità e le azioni sono aumentate contemporaneamente, segnale descritto come un segno ribassista nel breve periodo. Mercoledì nonostante il forte rialzo del mercato azionario, il VIX è salito del 4,5% per i timori degli operatori di quanto avrebbe detto, nella giornata di giovedì, il presidente della FED Jerome Powell a Jackson Hole. Felder ha detto che estese divergenze dalla relazione normale possono segnalare “un’imminente inversione“.

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