Ieri su Facebook non ho visto altro che commenti e grafici sul Crude Oil a prezzi negativi. Lasciatemi cercare di contestualizzare il fatto, di spiegare cos’è successo e cosa ci prospetta il futuro.

Cos’è successo ieri

Ieri il future di maggio del Crude Oil ha raggiunto la quotazione record di -40.46$ al barile. E’ la prima volta nella storia che si vede quotato un prezzo negativo.

Oggi martedì 21 aprile scade il contratto di maggio del future WTI Crude Oil, quindi siamo passati al contratto di giugno. Gli operatori non volevano trovarsi a dover subire la consegna fisica del sottostante (1000 barili di petrolio) e quindi si sono trovati tutti a vendere. Se nessuno compra, il prezzo crolla, è normale.

Chiaramente il prezzo di un future a scadenza tende a convergere verso il prezzo spot, quello “reale”. In sostanza gli operatori pur di non dover stoccare il petrolio (non c’è più posto!) si sono trovati a pagare per rifilarlo a qualcun’altro.

Le scorte di petrolio a Cushing – il principale hub di stoccaggio e punto di consegna del WTI – sono saliti del 48% a quasi 55 milioni di barili da fine febbraio. Stime dicono che potrebbe riempirsi totalmente entro maggio.

Insomma, non c’è più posto dove metterlo, sto petrolio.

E’ il maggiore crollo percentuale della storia

Perché è successo

Lo dico da giorni. Mi spiace ripetermi, ma non c’è davvero nulla di davvero sorprendente in quello che è successo.

La situazione è estremamente semplice, anche se delicata: la domanda standard del petrolio su base globale era 100 milioni di barili al giorno. A causa del corona virus è scesa a 65-70 Mb/g. Un calo verticale enorme del 30-35%.

Lato offerta, però, non c’è stato nulla che potesse paragonarsi a un cambiamento simile. Attualmente la produzione è diminuita del 5-10%, nulla di più. Offerta altissima, domanda crolla = prezzo crollato. E’ davvero così semplice.

Ma l’OPEC+ non ha forse tagliato la produzione? NO. O meglio, in effetti Arabia e Russia hanno iniziato, con parecchie difficoltà tra l’altro, a diminuire un po’ la produzione, ma è una misura standard. I tagli EXTRA alla produzione stabiliti con l’accordo del 12 aprile partiranno dal primo maggio.

Ricapitolo il lato domanda, per chiarezza.

  1. Attualmente la produzione è calata globalmente del 5-10%.
  2. I tagli EXTRA dell’OPEC+ non hanno ancora avuto luogo.
  3. Stati Uniti, Canada e Brasile (rispettivamente primo, quarto e ottavo produttore al mondo) hanno affermato che NON eseguiranno tagli extra, oltre alla diminuzione naturale prevista dalla legge della domanda e dell’offerta (parole di Trump).
  4. Quando avverranno i tagli extra, saranno di circa 10 milioni di barili al giorno, una cifre assolutamente insufficiente per compensare il crollo della domanda.

Ripeto: non è sorprendente il crollo verticale dei prezzi. C’è un disavanzo di circa almeno 20 milioni di barili al giorno che vengono prodotto ma che nessuno consuma. Si stanno riempiendo i depositi e le navi cisterna di letteralmente tutto il mondo.

La reazione dell’Arabia

L’Arabia Saudita e altri membri dell’OPEC stanno prendendo in considerazione la possibilità di ridurre la loro produzione di petrolio il prima possibile, piuttosto che aspettare fino al mese prossimo.

“Qualcosa deve essere fatto su questo bagno di sangue”, ha detto un funzionario saudita a conoscenza della questione. “Ma potrebbe essere un po ‘troppo tardi.”

Secondo una proposta presa in considerazione nel regno, l’Arabia Saudita potrebbe iniziare immediatamente i tagli. Tuttavia, una tale decisione dipenderebbe dagli obblighi legali del regno e dalle consegne già concordate con gli acquirenti. 

La proposta di anticipare i tagli potrebbe essere applicata anche in tutta l’organizzazione dei paesi esportatori di petrolio, hanno affermato le persone che hanno familiarità con la questione.

Impianto di perforazione

Gli impianto di perforazione statunitensi attivi sono in costante diminuzione da un mese a questa parte. Questo indica un decremento della produzione (circa 300.000 barili al giorno in meno), ma non è così semplice.

Diminuzione di impianto di perforazione per bacino.
I bacini di produzione di petrolio in US
Conteggio impianto di perforazione orizzontali (le più comuni), per bacino.
Conteggio impianto di perforazione orizzontali (le più comuni)

E’ positivo che gli impianto di perforazione vengano spenti? Sì. E’ tutto ciò che serve? No. Ogni impianto di perforazione può anche essere spento ma c’è da guardare anche le raffinerie, vere e proprie aziende che non sono state progettate per essere chiuse.

Molte raffinerie hanno diminuito la capacità produttiva del 30%, ma molte non possono permettersi oltre se non vogliono fallire direttamente.

Il futuro

Il futuro mi sembra semplice quanto l’analisi del prezzo. Alla legge della domanda e dell’offerta non si sfugge: o TUTTI i paesi produttori diminuiscono sensibilmente la produzione, o il prezzo non può crescere granché.

Gli esperti stimano che la domanda subirà la flessione attuale ancora per mesi.

E’ così semplice? No. Un intero settore è a rischio fallimento e le complessità sono enormi e diverse.

L’Arabia ha un apparato petrolifero statale, con costi e obblighi; la Russia è parastatale, è ancora oggi fortemente dipende da questa industria e la sua economia vacilla; gli Stati Uniti hanno poche mosse possibili tra le quali imporre dazi alle importazioni oppure letteralmente sostenere le aziende con sussidi statali.

Non parliamo delle difficoltà di paesi come Canada, Brasile, Nigeria o Iraq.

Dal mio punto di vista, c’è possibilità che i tagli che avveranno dal primo maggio possano incentivare ulteriori tagli. Mi auguro da parte di tutti, però.

D’altra parte nessun paese al mondo può sostenere questi prezzi quindi si tratta di scegliere il male minore. Facile a parole, per carità, ma davvero non c’è altro modo.

Lato trading

Dal punto di vista del trading, non ho posizioni aperte in spread per prudenza. Per quanto riguarda i trading system, c’è il vecchio guascone Oronero che nonostante i 2 anni di anzianità continua a passarsela bene:

P.S.

Lasciatemi dire che non mi sorprende il dato incredibilmente negativo dei trader retail perdenti su base annua (intorno all’80%): il problema è l’estrema ignoranza anche delle nozioni minime per fare trading, come sapere cos’è il contango. Il trading non è un’avventura, una scommessa; non ci si improvvisa. Evitate di farvi del male: studiate almeno il minimo necessario per attrezzarvi a non perdere tutto in un giorno. Grazie.

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